1.2. Riassetto degli organi istituzionali comunali e politici nelle diverse entità ubicate in una dispersiva rete comunale da coordinare in un unico settore definito “Unione di Comuni” in base alla disposizione ottimizzata della geografia locale politica.

La strategia attuata da alcune passate amministrazioni che ha favorito la formazione delle Unioni di Comuni è stata una scelta lungimirante, anche se al momento, a causa di una errata lettura della geografia politico-territoriale, gli effetti desiderati non sono stati del tutto raggiunti.

Quindi, ora, attraverso lo studio proposto nel punto 1.1, si vede l’esigenza di riassettare le Unioni, in maniera omogenea, rispettando le peculiarità strategiche in funzione alle distanze chilometriche, al numero complessivo di abitanti ed alle caratteristiche del territorio del comune capofila, affinchè i comuni che compongono le varie unioni possano interagire tra di essi sfruttando al 100% le loro potenzialità. Per far si che l’unione possa organizzarsi, si consiglia un numero di abitanti da un minimo di 25.000, ad un massimo di 40.000.
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