Da un’attenta analisi del territorio salentino, la quale ha generato un esito alquanto sconcertante e anacronistico, risulta che, la nostra, è una terra ubicata agli antipodi del progresso. Vi è la mancanza di dinamismo a tutti i livelli, dal politico al sociale, dall’economico al culturale. Questa mancanza provoca un’enorme difficoltà ad avviare un organico coadiuvante di assemblaggio tra le realtà territoriali, che valorizzerebbe una conformazione innovatrice del territorio.

Il progetto che proponiamo tende a realizzare un Salento cosmopolita all’avanguardia, al fine di debellare i dislivelli di un letargico sviluppo, che decelera un incremento geografico nei settori politici, sociali, culturali, energetici, industriali, agricoli, turistici ed istituzionali.

Come tutti sappiamo, la nostra, è una terra a vocazione turistica, ma è carente dei servizi primari in grado di soddisfare le esigenze del turista. Basti pensare che un turista, una volta atterrato all’aeroporto di Brindisi, si trova totalmente spaesato per la totale inadeguatezza del trasporto pubblico, non riuscendo a raggiungere con semplicità ed organicità le principali mete turistiche del nostro Salento.

Oltre questo, vi è anche la difficoltà di spostamento tra un comune e l’altro, come se ci fosse un confine invalicabile, come se le varie comunità fossero estranee tra di esse, come se non fossimo accomunati dalla storia di questo territorio, come se tutti i cittadini fossero stranieri.

Quindi, di primaria importanza è la programmazione che ci siamo posti, cioè creare una rete di trasporto pubblico che sia capace di unire le varie comunità, per renderle vicine e per far accrescere quei sentimenti importanti quali fratellanza e solidarietà che sembrano essere spariti.

Una rete che possa risvegliare in ognuno di noi quella curiosità, quello spirito attivo che accende la dinamicità storicamente presente in questa terra, caratterizzata dal confronto di culture e dalla multietnicità, data la sua naturale posizione strategica nel Mediterraneo, in quanto fungeva, e potrebbe ancora farlo, da ponte tra i paesi del Mediterraneo e l’Europa.

La strutturazione di questa rete, ha bisogno però dell’impegno collettivo, in quanto richiede di modificare la strutturazione di ogni singola area territoriale, dapprima concettualmente e culturalmente da parte degli abitanti delle singole comunità, perchè altrimenti, passare direttamente ad una fase infrastrutturale, rischierebbe di far nascere cattedrali nel deserto, e l’intento non è affatto quello.

Quindi con una visione d’insieme del territorio si riuscirebbero a dare le giuste risposte che ogni singolo cittadino si aspetta dalle istituzioni. Si diminuirebbe, o meglio, sparirebbe questo sviluppo a macchia di leopardo che ci ha investito culturalmente, andando a dare le giuste destinazioni d’utilizzo ad ogni singolo territorio, in quanto tutto verrà previsto dal progetto complessivo, economizzando e debellando lo spreco delle risorse che sta portando al baratro l’intera nazione, limitando al minimo la ridondanza di infrastrutture tra territori adiacenti tra loro, trasferendole in maniera omogenea su tutto il territorio, dal nord salento al sud salento, dalla costa ionica a quella adriatica. Cosìcchè ogni insieme territoriale potrà avere la propria linea efficiente di trasporto pubblico, il proprio plesso sanitario, il proprio plesso di scuole medie, superiori e universitarie, il proprio nucleo energetico, la propria zona industriale, centri di aggregazione giovanile e non, aree destinate all’agricoltura, zone parco, il proprio palazzetto dello sport, ecc.

Praticamente si avrà uno sviluppo omogeneo di tutto l’intero territorio favorendo la formazione di molteplici posti di lavoro, disagio che da anni caratterizza il nostro territorio.

La realizzazione del progetto richiede un impegno collettivo e sinergico che abbraccia tutti i cittadini che popolano il nostro Salento; ci vorranno molti sacrifici, molta dedizione e molta forza di volontà, ma sappiamo che questi sono problemi abbastanza marginali, in quanto culturalmente siamo pronti ad affrontare qualsiasi situazione, semplice o complicata che sia.

La realizzazione concerne impegno collettivo da attuare in peculiari parametri e fasi lineari:

1. RISTRUTTURAZIONE DELLA GEOGRAFIA POLITICA TERRITORIALE

1.1. Istituire una squadra di tecnici e politici esperti per una capillare analisi del territorio.

1.2. Riassetto degli organi istituzionali comunali e politici nelle diverse entità ubicate in una dispersiva rete comunale da coordinare in un unico settore definito “Unione di Comuni” in base alla disposizione ottimizzata della geografia locale politica.

2. TRASFORMAZIONE DA PICCOLE COMUNITA’ A GRANDI CITTA’

2.1. Ricerca, scelta e creazione di nuovi centri urbani all’interno del territorio delle Unioni.

2.2. Centro territoriale dei servizi civico-istituzionali.

2.3. Trasformazione urbana di nuove aree di aggregazione.

3. TRASPORTO MODULARE

3.1. Creazione di una rete funzionale di trasporti pubblici interni tra le comunità delle nuove grandi città.

3.2. Creazione dei collegamenti tra le varie grandi città.